"Noi forse siamo delle voci che gridano nel deserto,
ma fino a che noi avremo fiato non rinunceremo"


Per Marilisa Marchiorello la scrittura è necessità fin dall'infanzia. Si dedica alla
composizione musicale; alla danza, al teatro.
Ha fondato nel 1980 il Teatro Sofocle Acquariano.
Ha approfondito studi di medicina, teologia, antropologia, psicologia, filosofia,
etica, pedagogia, musico-terapia.

Da Baba Bedi XVI ha ricevuto nel 1989 l'incarico di fondare e dirigere l'Istituto di
Pedagogia Acquariana
che è stato inaugurato dallo stesso Baba Bedi XVI a Cittadella
nel novembre 1992.

Nella sua produzione artistica ha pubblicato opere letterarie, realizzato spettacoli teatrali,
composto canzoni, musiche per teatro, opere di pittura, ideato laboratori, coordinato
gruppi di lavoro artistico. La sua opera è stata anche di aiuto a molte persone che a loro
volta hanno realizzato opere artistiche, o culturali pur partendo da situazioni di difficoltà
o da problemi esistenziali apparentemente irrisolvibili.

Tutto il percorso artistico ed esistenziale di Marilisa è caratterizzato dalla necessità di
proporre, alle persone che soffrono, una trasformazione della peggiore esperienza degli
esseri umani, cioè del dolore. Dall'impulso di Marilisa a vivere la compassione, intesa
come capacità di sentire il dolore degli altri come proprio, sono nati tanti progetti di
solidarietà verso ogni forma di sofferenza. Solidarietà qui significa possibilità di
realizzazione concreta di una trasformazione.

"A fondamento della solidarietà va posto il Riconoscimento di valore.
È necessario vedere realisticamente il Valore delle Persone, il Valore Assoluto cioè
dell'essere umano al femminile, al maschile o al misto.
È necessario dare riconoscimento al Valore della Vita nel suo più vasto significato
Planetario e Cosmico."
(Marilisa Marchiorello "...verso la solidarietà", R.A.N.13/1989 p.28.).

Per arrivare alla "solidarietà nel vivere le capacità", passi necessari saranno il
riconoscimento della vita, il riconoscimento delle qualità e delle capacità, infine il
riconoscimento del merito nell'usarle oppure non usarle.

Il percorso di Marilisa è passato attraverso varie fasi: la pratica professionale della
fisiokinesiterapia, poi l'organizzazione di una vera e propria comunità di accoglienza.
Poi l'applicazione dei metodi terapeutici scoperti e trasmessi da Baba Bedi XVI
arricchendoli con ulteriori contributi personali. Continuava l'esplorazione di nuove
dimensioni artistiche, elaborando e realizzando progetti sempre più complessi e originali.

La meraviglia per il mondo della natura e la gratitudine per la vita, prendono forma
combinandosi con la trasformazione del dolore e la lotta contro l'ingiustizia. Non c'è
divisione tra testi poetici, spettacoli, proposte terapeutiche, incontri di gruppo: tutto fa
parte di un unico percorso vasto quanto è vasta la vita.