"E pechè! E pecchè! E Perchè?!?!" di Marilisa Marchiorello


"E PECHE'? E PECCHE'!
E PERCHE'?!?!"

Perchè non piove?
Perchè piove troppo?
Ipotesi...
cosa come dove quando e...
perchè fare?





"La Poesia di Marilisa Marchiorello". Saggio di Lidia Menapace






(Estratto introduttivo)

Lidia Menapace ha presentato il libro E PECHÉ! E PECCHÉ? E PERCHÉ?!?! e l'opera poetica di Marilisa Marchiorello a Firenze alla Libreria Marzocco il 29 novembre 1996 e a Venezia al Caffè Florian il 18 gennaio 1997.

La libreria e il caffè sono luoghi di grande accesso. Mi piace molto che siano stati scelti questi luoghi perché significa che la parola di Marilisa può arrivarci attraverso la mediazione di un ambiente molto umano, molto caldo, molto affettuoso, molto tenero.
La parola di Marilisa è una parola che conosce anche la durezza l'urlo il grido il dolore l'invettiva, però non si potrebbe pronunciarla né da un pulpito, né da una tribuna, non da luoghi in cui il potere è stabilito dal luogo che si occupa. È una parola che ha una sua autorevolezza che si manifesta attraverso l'eco che ha dentro di noi.
E quindi, seduti piacevolmente, mi pare che possiamo scambiarci notizie emozioni sottolineature battute umoristiche e momenti di riflessione profonda.

La scrittura di Marilisa è, specialmente nella sua finora ultima raccolta E PECHÉ! E PECCHÉ? E PERCHÉ?!?!, inconsueta nella tradizione letteraria italiana dove quella che potremmo chiamare poesia gnomica o sentenziosa o filosofica o meditativa o di riflessione non è frequente.
Per la poesia di Marilisa mi piace dire Poesia sentenziosa.
La parola greca gnome vuol dire opinione ma sentenza indica qualcosa che anche si sente. Non è pensiero astratto, è un pensiero che si riveste di un messaggio pieno di enti materiali e allora di colori, di immagini, è una riflessione profonda che viene però sentita e "la risposta è al centro del tuo cuore" anche quando si tratta di una sentenza, anzi forse ancora di più, un sentire che mentre si approfondisce addirittura sprofonda nel centro del cuore e riesce ad esprimersi con l'occasionalità e il carattere liberatorio ed evocativo della poesia.

La visione è normale:
se l'essere è naturale.


La Visione [adesso è maiuscolo] fa nascere Divinità di Terra:
dal Desiderio di un Dio,
- d'Amore Umano -.

La visione comprende
senza separazione
Realtà di Cosmica Unità
    Nella Visione - Essere -.

NORMALE
In RACCOLTA pag. 91

Le parole ci trasmettono un messaggio e non sapremmo però dare una definizione di ciascuna. Non sono traducibili in un correlativo oggettivo - avrebbe detto Eliot - di concetti.
Questa poesia così densa di elementi concettuali viene trasmessa col peso della parola, semplicemente, col peso della parola e niente di più. E niente di meno neanche, naturalmente.

prosegue...