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Nella poesia gnomica o sentenziosa la parola significa se stessa, è per certi versi il massimo dell'autenticità, per certi versi anche il massimo della povertà - povertà nel senso di ricerca dell'essenziale.
E questo mi sembra singolare, interessante. Si ricollega ad alcuni grandi momenti della riflessione della specie umana, non particolarmente frequenti nella storia della nostra letteratura. Evidentemente qualche stimolo a Marilisa è venuto da altre frequentazioni, da frequentazioni un po' lontane non del tutto intrinseche alla nostra tradizione letteraria e si ricollega ad una tradizione greca o orientale.
Tra i lirici greci, c'è un gruppo di scrittori detti Gnomici il cui linguaggio poetico pur rimanendo di grande elevatezza, avendo tutte le caratteristiche di occasionalità veridicità autenticità, contiene anche un messaggio etico, filosofico, una sentenza.
I Salmi sono testi poetici dove la parola poetica è scavata, è importante, è musicale, risponde a norme di ritmi e di richiami, ma serve prevalentemente per esprimere se stessa, non è un veicolo fantastico di una verità remota. Allora potremo dire i Salmi, potremo dire il Magnificat: Maria ha scritto una poesia di questo tipo, riflessione politica sul bene e sul male, il giusto e l'ingiusto.
Altrimenti si trova poco di questo tipo.

Anche l'itinerario della scrittura di Marilisa mi pare parta da testi più intrisi della tradizione italiana per arrivare a questo che si snoda per conto proprio.
Nelle poesie che sono state presentate da Dario Bellezza intitolate RACCOLTA è molto frequente una visione immaginosa, molto ricca di colori, di paesaggi, di emozioni visive.
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rametti fioriti
d'intenso profumo

e nel cuore amaranto
di un calicantus
d'oro giallo trasparente

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MI DONI pag. 43
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e d'estate ride
per te il caldo
splendore del sole?
...
il cielo all'abbraccio
nell'azzurro terso
del limpido infinito?

ATTIMI pag. 55
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dorato specchio
SPECCHI pag. 69
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perlato, - fulgore lunare -
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STANOTTE ALL'ALBA pag. 71